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Richard Gere attacca la politica migratoria dell’Italia mentre continua il lungo scontro con Salvini

Redazione iGossip.io

Richard Gere attacca la politica migratoria dell’Italia mentre continua il lungo scontro con Salvini

Richard Gere ha rinnovato le sue critiche all’approccio dell’Italia alla migrazione mentre continua il suo lungo dissenso con Matteo Salvini. L’attore di Hollywood ha sollevato preoccupazioni riguardo a detenzione, espulsione e agli sforzi per spostare i controlli migratori oltre i confini europei. Il suo ultimo intervento ha suscitato anche una risposta da parte di Salvini, riportando la loro disputa nelle latest celebrity news. Oltre a entertainment e gossip news, lo scambio tocca current events che riguarda il sistema migratorio italiano e il suo accordo con l’Albania.

Gere prende di mira la politica migratoria

Gere è apparso in un video appello a sostegno di ActionAid e del suo nuovo rapporto Trattenuti, realizzato con l’Università di Bari. Il rapporto esamina i Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) in Italia e le politiche per l’allontanamento degli stranieri privi di titolo a rimanere.

Parlando nel video, l’attore ha sostenuto che i governi hanno sia il diritto sia la responsabilità di gestire la migrazione. Tuttavia, ha detto che la sicurezza non dovrebbe andare a scapito dei diritti umani o del diritto di chiedere asilo.

Particolare preoccupazione è stata rivolta al crescente uso in Italia dei centri di detenzione e al suo accordo migratorio con l’Albania. Gere ha avvertito che spostare i controlli migratori oltre i confini europei potrebbe alla fine influenzare il modo in cui l’Europa affronta la questione in modo più ampio.

Il rapporto mette in discussione la detenzione

I dati evidenziati da ActionAid mostrano che 6,835 persone sono entrate nei CPR italiani nel 2025, il numero più alto mai registrato. Solo il 25,3% è stato infine riaccompagnato in un altro paese. L’Italia ha effettuato 4,784 rimpatri forzati durante l’anno, ma solo 1,732 hanno riguardato persone che erano state trattenute in un CPR.

Altri 3,052 hanno riguardato persone che non erano mai entrate in uno dei centri. I rimpatri che coinvolgono detenuti nei CPR sono inoltre diminuiti del 45,1% rispetto al 2022. ActionAid sostiene che le cifre dimostrano come un maggiore ricorso alla detenzione non comporti automaticamente più allontanamenti.

Salvini risponde di nuovo

I commenti di Gere hanno rapidamente attirato attenzione al di fuori del consueto entertainment e del social media gossip che circonda le star di Hollywood. Salvini ha risposto definendo l’attore un “radical chic” che vive nel lusso e invitandolo a continuare a recitare invece di fare la morale agli italiani.

La loro disputa pubblica sulla migrazione risale ad almeno agosto 2019. Gere salì a bordo della nave della ONG spagnola Open Arms mentre circa 160 migranti erano bloccati a bordo dopo che all’imbarcazione era stato impedito di entrare nelle acque italiane.

Durante una conferenza stampa a Lampedusa, l’attore esortò il governo italiano a smettere di demonizzare i migranti. Salvini, allora vicepremier e ministro dell’interno, rispose suggerendo al milionario attore di portare le persone a bordo a Hollywood sul suo aereo privato.

L’attore prosegue il suo impegno

La migrazione è una delle varie questioni umanitarie che Gere ha affrontato pubblicamente nel corso degli anni. Il suo ultimo intervento si concentra su quelli che descrive come i costi umani di politiche basate su detenzione ed espulsione.

L’attore sostiene che la migrazione può essere gestita senza condizioni disumane né l’indebolimento delle tutele per l’asilo. Ha concluso l’appello di ActionAid dichiarando che “siamo tutti migranti” e invocando la difesa dell’umanità condivisa.

Sebbene il più recente scambio tra Gere e Salvini offra materiale per le gossip news, il dibattito di fondo va ben oltre il disaccordo tra celebrità. Il sistema di detenzione dell’Italia e il modello con l’Albania restano al centro dell’ultima critica di Gere.


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