Cinema

James Gray contro il Festival di Cannes

Myriam Amato

James Gray contro il Festival di Cannes

James Gray ha presieduto la giuria del Festival del Cinema di Marrakech e ha sfruttato l’occasione per parlare del suo prossimo film Ad Astra e condividere i suoi pensieri sul Festival di Cannes e Netflix.

James Gray- foto blog.screenweek.it

Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense ha ottenuto i primi riconoscimenti internazionali con The Yards, I padroni della notte, Two Lovers e C’era una volta a New York proprio dal Festival di Cannes.

Le sue posizioni contro la Croisette potrebbero essere collegate l’accoglienza ricevuta per la pellicola C’era una volta a New York con Marion Cotillard, Joaquin Phoenix e Jeremy Renner.

La rivista Variety ha intervistato James Gray in occasione del Marrakech Film Festival e il filmmaker non ha esitato a prendere posizioni: “L’establishment critico a Cannes è fermo al 1968. In quel festival si protegge lo status quo. C’era una volta a New York era un film diverso da tutti gli altri presenti in concorso quell’anno. Non sto dicendo fosse buono, ma era un film dove provavo a fare Puccini in un mondo dove tutti gli altri provavano ancora a rifare il ’68”.

Molto probabilmente Ad Astra, il nuovo film di Grey con protagonista Brad Pitt, non sarà nella line up del prossimo Festival di Cannes.

Ma non è finita. Quando la rivista statunitense gli ha chiesto cosa pensasse del ruolo assunto da Netflix nel panorama produttivo e distributivo contemporaneo, il regista ha fatto riferimento a The Irishman di Martin Scorsese prodotto dal colosso dello streaming: “I filmmaker sono ostaggio di questa situazione. Non biasimo affatto Scorsese per la sua scelta. Non esiterei un secondo ad accettare se Netflix mi offrisse dei soldi”.

Myriam Amato

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, appassionata di cinema e musica e amante delle notizie di nicchia e di quelle curiose.

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